ARTISTA DEL MESE DI LISCIO.UNO
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MIRKO CASADEI

 

Mirko Casadei, figlio d’arte, riminese classe 72, è cresciuto fin da bambino in un ambiente musicale manageriale e organizzativo, accanto al padre, chiamato nell’ambiente il re del liscio: il celeberrimo Raoul Casadei. Nel 2000, Mirko, prende in mano il timone dell’Orchestra da ballo più famosa del mondo: è ormai il protagonista, terzo anello della dinastia musicale familiare. Proprio quell’orchestra che dal 1928 aveva fatto ballare almeno quattro generazioni d’italiani e che vede oggi, nel 2018, un nuovo traguardo: 90 anni di musica, inscritti in un’indimenticabile storia popolare. Con un piede nel passato e lo sguardo dritto e attento nel futuro, Mirko Casadei, porta un’aria nuova nel mondo del ballo, proponendo sound originali e contaminazioni musicali. Il suo pop-folk, infatti, è un genere tutto nuovo, che attinge dalle radici del folk e si avvicina alla modernità della musica pop nei suoni e nel linguaggio. “Doccia Fredda” è il suo primo singolo, che dà il titolo anche all’omonimo CD uscito nel 2003. La canzone è stata tradotta in spagnolo, poi in inglese da August Darnell, che l’ha reinterpretata. Il brano è stato eseguito dal vivo da Eumir Deodato con Al Di Meola al Festival “Balmondo”. L’album contiene anche una versione nuova del successo del padre “Ciao Mare” e “No me moleste Mosquito” cover di una canzone ripresa dai Doors, autorizzata direttamente da Ray Manzarek, fondatore assieme a Jim Morrison della mitica band.
Il recente tour 2017 è uno degli ultimi successi dell’Orchestra di Mirko: oltre sessanta spettacoli in tutta Italia, con un pubblico di almeno centocinquantamila persone, rappresentazioni Rai e Mediaset. Mirko Casadei, giovane nonno già a quarant’anni, rappresenta anche la famiglia dei valori cantati e vissuti. E’ conosciuta a tutti la sua grande passione per la pesca in alto mare e il suo amore per la natura. Il continuo alternarsi tra i palcoscenici gremiti e i silenzi del mare aperto lo aiuta a trovare quella sensibilità e quell’ispirazione che lo contraddistingue da sempre. Mirko, con il padre Raoul e la collaborazione di tutta la ciurma, ha creato il “Recinto Casadei”, protagonista di tantissimi speciali televisivi e nel 2012 di un reality “Romanzo Familiare”: la storia di quattro famiglie, quelle di Raoul e i suoi tre figli, con tanti bambini, un orto biologico, quattro cani, galline che fanno uova fresche, marmellate e conserve rigorosamente home made. Quella dei Casadei è l’Italia delle famiglie e della buona tavola, dello stare insieme, e insieme sorridere; una famiglia sempre pronta ad accogliere ospiti e amici, anche improvvisi. Indimenticabili i the della signora Pina, serviti in veranda e rigorosamente preparati con limoni di casa Casadei.

“SONO ROMAGNOLO” è il titolo del nuovo disco di Mirko Casadei che nasce dall’orgoglio di appartenenza di Mirko alla terra di Romagna e contiene 12 canzoni della tradizione romagnola riarrangiate in maniera ritmica e divertente in versione party, ska reggae, tutti da ballare e da cantare: Romagna e Sangiovese, Il Passatore, Romagna Capitale, La mia gente, All’Osteria.
Non mancano le canzoni dialettali: Sturneli ad Rumagna, Bela Burdela (A Gramadora), Un bes in bicicleta, Appassiuneda e una versione ritmica di Romagna Mia.
Poi la canzone eseguita recentemente insieme a Goran Bregovic Ok Riviera, dal primo cd di Mirko Casadei, che racconta che “l’estate e’ qua sulla nostra Riviera Romagnola, e’ qua l’allegria… qua c’e’ la vacanza c’e’ la festa, c’e’ l’energia”.
Infine il disco contiene la chicca presentata in tutte le trasmissioni televisive nazionali: il nuovo singolo Ad chi sit e fiöl? featuring Khorakhanè. Testo e musica sono di Mirko Casadei.
«”AD CHI SIT È FIŌL?” in dialetto romagnolo significa “tu di chi sei il figlio?” ed è un modo di dire dei nostri nonni romagnoli per identificare il casato o la provenienza di una persona – racconta Mirko a proposito del brano, sigla della prima edizione della Notte del Liscio – La canzone è un abbraccio ai popoli che attraversano il mare per arrivare sulle nostre coste italiane, donne, bambini, uomini, figli della guerra, dell’odio, della miseria, che si avventurano disperati, lottando contro il loro destino, aggrappati a un sogno e a una speranza alla ricerca di un mondo nuovo».

 

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